ho sperimentato un pò su questo punto perchè il difficile era riuscire a fare una crema grassa ma con pochissimi e mulsionanti, che rendono il capello opaco. Fare varie creme impacco pre-shampoo mi ha fatto scuola, e devo dirti che se in questa crema gli emulsionanti fossero solo sesquistearato e cetilico non reggerebbe, ma con esterquat e lecitina si. Ho messo poca xantana, ma è importante non metterne meno di così, anche quella aiuta. E fa i capelli lucidissimi. :yuhu:
La crema la ho fatta da una settimana e regge bene, se dovessi avere problemi di separazione la prossima volta non aumenterei nè emulsionanti e esterquat che opacizzerebbero nè lecitina che la renderebbe appiccicosa, ma aumenterai la xantana facendola più densa.
E al limite mi piace così tanto che squoterla prima dell'uso non sarebbe un problema.
Credo che mi ci vorrebbe un microscopio per capire se è a/o o o/a, perchè non è detto che la fase in maggior quantità sia quella esterna, anche se molto spesso è così.
Cito da Galenotech:
Un problema fondamentale consiste nel prevedere il tipo di emulsione che si formerà dalla
agitazione di due fasi immiscibili, e ciò dipende da vari fattori:
1. volume di fase: è il rapporto tra la percentuale della fase acquosa e quello della fase oleosa.
L'entità di questo fattore è legata alla tendenza delle goccioline, che costituiranno o dovranno
costituire la fase dispersa, a coalescere, ovverosia a riunirsi tra loro per ricostituire una fase
continua. In particolare, poiché la coalescenza aumenta in misura proporzionale al numero di
goccioline disperse, la fase presente in quantità maggiore avrà maggior tendenza a costituire la
fase continua. D'altra parte, con opportuni tensioattivi e per determinati valori di viscosità, si
può limitare fino al 10% la percentuale di fase continua nell'emulsione; tuttavia, queste
emulsioni sono poco stabili in quanto la fase presente in quantità maggiore avrà sempre la
tendenza a divenire la fase continua, con inversione dell'emulsione ad es. da O/A a A/O.
In pratica, è comunque raro che si preparino emulsioni in cui la fase continua sia
percentualmente minore della fase discontinua, così, al massimo, in alcuni cosmetici si arriva
ad un 60% di fase continua.
2. viscosità delle fasi: la fase più viscosa si suddividerà meno facilmente producendo un minor
numero di goccioline e quindi avrà maggior tendenza a costituire la fase continua.
3. tensioattivi: l'azione emulsionante di un tensioattivo si può spiegare facilmente pensando che
costituisce una sorta di "ancoraggio" tra le gocciolone che costituiscono la fase discontinua ed
il liquido che costituisce la fase continua. Per prevedere l'azione prodotta da un tensioattivo
sulla dispersione di due liquidi immiscibili, si ricorre alla regola di Bancroft: la fase continua
è quella in cui il tensioattivo è più solubile.