
L'articolo però mi è tornato utile di recente.
La sostanza idrosolubile di cui si parla è venduta con il nome di "Pine Bark extract" esiste anche da uva ma meno solubile.
Per l'efficqcia del picogenolo rimando al link.
Qui la parte interessante per gli spignattatori:
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Formulativa
Il PYCNOGENOL è un prodotto che, una volta messo in soluzione, comincia a subire fenomeni degradativi che portano ad una variazione cromatica (la soluzione tende a passare dall’arancio chiaro all’arancio scuro). In particolare il PYCNOGENOL è estremamente sensibile alle radiazioni luminose. Questo comportamento da una parte qualifica il PYCNOGENOL come sostanza chimicamente "attiva", però diventa assolutamente necessario ed indispensabile stabilizzare il prodotto.
Da prove effettuate utilizzando la soluzione allo 0,1% di PYCNOGENOL è stato osservato che antiossidanti idrofili aggiunti alla soluzione, quali il sodio ascorbil fosfato e l’acido lipoico, proteggono il PYCNOGENOL . I risultati migliori sono stati ottenuti con l’aggiunta di sodio bisolfito ad una concentrazione dello 0,3%.
La matrice cosmetica ideale per tale tipo di prodotto dovrebbe quindi avere le seguenti caratteristiche:
a)-essere totalmente esente da metalli pesanti perché è noto che tali elementi catalizzano buona parte dei processi ossiditavi. Si rende quindi necessario un buon processo di purificazione dell’acqua di lavorazione e l’aggiunta di chelanti (EDTA);
b)-la fase lipofila dovrebbe essere il più possibile inerte ai processi redox (siliconica);
c)-è opportuna l’associazione con conservanti con caratteristiche antiossidanti (BHA, BHT, sodio bisolfito, et..);
d)-è consigliabile l’associazione del PYCNOGENOL con altre sostanze funzionali con caratteristiche antiossidanti, vitamina C, E, A coenzima Q10, b-carotene, acido lipoico, melanine. In particolare bisogna sempre considerare che il PYCNOGENOL è una miscela idrosolubile e perciò il sistema antiossidante ideale per proteggere le OPC deve essere idrosolubile;
e)-la fase acquosa dovrebbe essere protetta dall’ossigeno perciò è comunque consigliabile un emulsione A/O (acqua/olio) o A/S (acqua/silicone) per diminuire i processi di diffusione del O2 all’interno del sistema;
f)-l’introduzione del PYCNOGENOL nella fase acquosa deve essere possibilmente fatta a freddo;
g)-essere protetta dalle radiazioni solari, mediante l’utilizzo di filtri solari e confezionando il prodotto in recipienti opachi alle radiazioni.
i)-il pH finale dell’emulsione deve essere portato a circa 4-4,5 mediante l’acido citrico. A questi valori di pH le variazioni cromatiche sono meno evidenti.
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Altre info su: http://www.pycnogenol.net/