tagliar ha scritto:Perchè volete lavorare a feddo mettendo più insaturi (e avere bavetta quasi assicurata) piuttosto che lavorare sui canonici 45°C potento usare grassi più saturi e avere sapone più duro?
Sempre per il thread to gel or not to gel sto cercando di far più prove possibili per capire i limiti e i punti di forza di questo "sistema" sperando di poter fare poi un sunto.
Al di là di mettere o meno il sapone nel congelatore, sto variando ricette e temperature di lavoro proprio in base ai grassi e agli additivi inseriti.
Per adesso posso dirti che in saponi ad unico colore/colata mediamente metto un 65% di oli e grassi considerati saturi senza aver alcun problema con la pasta e lavorando sempre a temperature più basse dai 35° ai 20°.
Ho notato che se si vuole fare ad esempio uno swirl come i vostri delle Compagnia o un sapone che richiede tempi più lunghi non ci si fa o quantomeno la pasta non resta fluida a lungo. C'è da dire che questi tipi di saponi richiedono ricette con maggiore % di insaturi ma questo in generale sia che si lavori a 35° che a 45°. Proverò sicuramente a farne uno con una ricetta pensata ad hoc e ti farò sapere.
*
Edito perché avevo perso la risposta di Codi
codirosso ha scritto:
Può darsi che la causa sia il mix di fragranze e il fatto che raffreddandosi i grassi saturi si risolidificano.
Quello che dici mi è capitato con il burro di illipe che però ha un punto di fusione particolarmente alto e stupidamente avevo scelto delle temperature troppo basse. Per il resto con gli altri burri (cacao, karité, avocado etc.) mai avuto questo problema, al momento che il processo si innesca, soprattutto una volta raggiunto il nastro le temperature risalgono. Ecco ad esempio la cera d'api la userei solo lavorando a 45°.
*