Burro di karitè: 45
Oleolito di elicriso (olio di riso 70%, olio di jojoba 30%; rapporto droga/solvente 1:5; digestione a freddo, 60 giorni): 20
Tocoferolo acetato: 5
Ewocream: 3
Magnesio Stearato: 1
Abil Care 85: 0,5
Palmitato di Vitamina A: 0,5
Bisabololo: 0,5
Acqua demineralizzata: 12,9
TC di farina di avena (45°, rapporto droga/solvente 1:4, macerazione 21 giorni): 3
Soluzione di Sodio Ialuronato 1%: 3
Glicerolo: 2
Pantenolo-D 50%: 2
Sale da cucina: 1
Allantoina: 0,3
Nipagina: 0,2
Nipasolo: 0,1
Resina di benzoino, oe di salvia, lavanda, camomilla, legno di cedro, gelsomino
Come tecnica, pensavo di iniziare mescolando bene la fase lipo, passare poi all'aerolatte, facendo scendere la fase idro a filo, per poi completare con le fruste elettriche. Pensate che possa stare in piedi?
EDIT: NUOVA RICETTA
Innanzitutto, mi scuso per il ritardo: purtroppo, l'oleolito di elicriso mi era finito e ho dovuto attendere che il nuovo fosse pronto (sui tempi, non transigo!).
Burro di karité: 25
Oleolito di elicriso (olio di mandorla 40%, olio di riso 30%, olio di jojoba 30%; rapporto droga/solvente 1:5; digestione a freddo, 60 giorni): 15
Cetiol Sensoft: 10
Insaponificabile di avocado: 5
Tocoferolo acetato: 5
Ewocream: 3
Magnesio Stearato: 1
Palmitato di Vitamina A: 0,5
Bisabololo: 0,5
Gomma xantano: 0,1
Acqua demineralizzata: 21,5
TC di farina di avena (45°, rapporto droga/solvente 1:4, macerazione 21 giorni): 5
Soluzione di Sodio Ialuronato 1%: 3
Glicerolo: 2
Pantenolo-D 50%: 2
Sale da cucina: 1
Nipagina: 0,2
Nipasolo: 0,1
Allantoina: 0,1
Colorante blu (eventuale)
Profumo (qb ed eventuale, l'oleolito di elicriso è già profumato. Consigliato:
1 gt resina di benzoino
2 gtt legno di cedro
1 gt lemongrass
1 gt lavanda
3 gt camomilla romana
2 gt gelsomino
Ne risulta una profumazione asciutta, come di erbe e legni sotto il sole, che accompagna bene l'elicriso: ma arrotondandolo con qualche nota dolce.)
Procedimento: porto l'acqua ad ebollizione e vi disciolgo i conservanti. Aspetto che la temperatura scenda ad 80° e unisco l'allantoina. In attesa che l'acqua si raffreddi, disperdo la xantana nel cetiol; pesto per bene la fragranza nel magnesio stearato, che disperdo nell'oleolito (senza preoccuparmi troppo dei grumi, che spariranno frullando). Unisco tutta la fase grassa (escluso il burro di karité); unisco a parte la fase acquosa e la aggiungo gradualmente a quella grassa, frullando col minipimer. Una volta ottenuta l'emulsione, inizio ad incorporare il burro di karité a temperatura ambiente, a piccoli tocchi. Infine, rimescolo la crema (risultata più fluida di quanto mi aspettassi), per affrettare l'eliminazione delle (poche) bolle.


Gli impieghi sono quelli di tutte le cold cream: mani con i guantini, piedi con i calzini. E' ovviamente molto unta (come dev'essere), ma non viscosa, fa effetto barriera, ripara ed ammorbidisce egregiamente. Io la uso tutte le sere da dodici giorni: e le mie mani sono sempre più morbide e curate, anche durante il giorno!
Vantaggi rispetto ad una cold cream con cera d'api: è molto più facile e rapida da preparare (essendo tutta a freddo), permette maggiori variazioni sulle percentuali di fase idro, permette l'impiego di oleoliti e oli termolabili vari ed assortiti, si spalma meglio, è molto più stabile, molto più ricca di attivi.
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Fatemi sapere se piace anche a voi. E, ovviamente, consigli e correzioni sono sempre ben accetti!