Ebbene sì, lo confesso

ho preso anch'io i tester dei profumi Farfalla, confezione donna e confezione uomo, circa tre mesi fa su Alegria. Premetto che ho sempre usato Coco Chanel in quantità infinitesimale (il flacone da 50 ml regalato nel lontano 1999 è finito pochi mesi fa, fate vobis

) e che ho una quantità infinita di tester collezionati negli anni che ogni tanto rispolvero con gran piacere.
Appena ho sentito i Farfalla, particolarmente quelli da uomo, sono rimasta un po' spiazzata perché non è il profumo al quale siamo abituati; la prima cosa che ho pensato è che sono 'strani', 'diversi'; sono difficili da portare, ed è difficile sentirsi rappresentati da profumi così particolari, quasi imbarazzanti.
Il dubbio di Azzurrina (come facciano a vendere un prodotto così... strano) è venuto anche a me. Non riuscendo a darmi risposta, sono andata da una mia carissima amica che per trent'anni ha tenuto una profumeria e li abbiamo provati insieme. Durante il test mi ha fatto un bel discorso sui profumi di nicchia e sulla 'maturità' del senso dell'olfatto; lei considera dozzinali i profumi delle grandi marche (i vari Calvin Klein, Chanel, etc) che con il passare degli anni sono diventati troppo banali, troppo uguali e troppo modaioli; quando ha aperto il negozio, l'uscita di un nuovo profumo di marca era un avvenimento: adesso è la norma, ed è una continua proposta di fragranze nuove, secondo lei non sempre riuscite. Nella discussione è uscito anche un bel paragone tra un vino rosso giovane e un vino rosso d'annata: ci vuole esperienza per capire la differenza ed apprezzarla, altrimenti ci si limita solo al "questo vino ha un cattivo sapore" (quello vecchio) e "quest'altro è buono" (quello giovane).
La faccio breve sennò scrivo un papiro: la mia amica ha usato per i Farfalla parole come 'originali', 'interessanti', 'molto gradevoli', 'fuori dall'ordinario', 'di nicchia'; pur avendo una buona persistenza, hanno un unico difetto: dopo mezz'ora-un'ora tendono ad appiattirsi e la nota predominante è quella del fissativo naturale. In sostanza, se appena spruzzati hanno caratteri diversi, dopo un po' si somigliano tutti, pur differenziandosi dai profumi 'di massa' (passatemi il termine).
Vedendomi dubbiosa, mi ha fatto provare due profumi di Etro, Sandalo e Vetiver (questi però presumo abbiamo qualcosa di sintetico nella composizione) per farmi capire cosa intende per 'profumi di nicchia'. E tutti e due, al mio naso acerbo, ricordavano per un verso o per l'altro il set uomo dei Farfalla.
Tutta questa pappardella per dire che evidentemente abbiamo un senso dell'olfatto alterato/viziato dalle fragranze di sintesi (e i Farfalla non hanno una goccia di sintetico, sono totalmente naturali). Probabilmente non è il profumo che è sbagliato, sono i nostri nasi che non riescono più a capire. Non mi risulta che i profumi Farfalla siano venduti in Italia, ma mi pare siano molto diffusi in Germania (io li ho preso su Alegria, Azzurrina su Mybeautystore), dove è noto che la coscienza del naturale è ben più sviluppata che da noi. Sarà un caso? C'è di che pensare, e di che applicarsi: un po' come per un corso di degustazione di vino, tanto per intenderci
