
E’ una crema pensata per mani molto bisognose o per regali extra-lusso (vista la quantità di attivi..).
Ormai sono tre volte che la rifaccio a botte di almeno mezzo kg senza cambiare ricetta perché (finora) è quella con cui mi sono trovata meglio tra creme auto-spignattate ed acquistate, quindi ha già diversi mesi di test alle spalle e la recensione più che positiva di diverse cavie!
Ah, la formulazione è il più possibile eco-bio perché la preferisco così io..
FASE A
Acqua Termale (Tabiano) a 100
Gomma xanthan (grado trasparente) 0,4
Glicerolo 4
Lecitina granulare 2
FASE B
Coco-caprylate (“coco-silicone” AZ) 2
Cera Jojoba 1,5
Burro Kokum 3
Burro Karité deodorizzato 4
Olio di sesamo 1
Burro Cacao deodorizzato 1
Cera d’api 0,5
Oleic/Linoleic/Linolenic polyglycerides 1 (“sostituto vegetale della lanolina” AZ)
Trietil citrato 1,5
Acido stearico 1,5
Alcool cetilico 2
Metilglucosio sesquistearato 3
FASE C
Olio avocado 1
Miele acacia 2
Sodio lattato al 60% 2
Sodio PCA al 50% 1,5
Inositolo 2
Idrolato sandalo 1,5 (giusto per sciogliere un po’ l’inositolo)
Glicina 1
Pantenolo 2
Allantoina 0,25
Bisabololo 0,5
Tocoferolo 0,5
Urea 8
Niacinamide 2
Cosgard 0,6
Profumazione: O.E. Legno di guaiac- assoluta benzoino*
*a differenza di molti O.E. di legno di guaiac che pare facciano schifo, questo che ho io (di AZ) è davvero molto buono, legnoso ma con garbo, con un leggero sentore di cioccolato, ma assolutamente non dolce-stucchevole, direi maschile nel complesso, arrotondato appena-appena da pochissima assoluta di benzoino. La profumazione diventa così unisex, calda e adatta all’inverno, molto discreta ma persistente sulla pelle (anche perché sia il legno di guaiac che il benzoino fissano il profumo). Chi se la spalma poi passa tutto il tempo a sniffarsi le mani. (e il che forse potrebbe essere un problema).
Procedimento:
Ho preparato il gel con un certo anticipo disperdendo la xantana nella glicerina, poi ho versato acqua e fatto idratare un po’, aggiunto la lecitina e fatto riposare ancora piuttosto a lungo. Alla fine ho miniperato ben bene fino ad ottenere un gel uniforme color giallo pulcino (la lecitina..)
Ho poi scaldato le due fasi ed emulsionato a 70°C versando B in A con il minipimer giusto il tempo che l’emulsione facesse presa. Ho poi lasciato raffreddare lentamente, mescolando di tanto in tanto con una spatolina giusto per far fuori le eventuali bolle d’aria superstiti.
Una volta raffreddata ho aggiunto gli ingredienti della fase C un ingrediente alla volta, mescolando bene prima di passare al successivo. Fanno eccezione l’allantoina che ho disperso stemperandola nel pantenolo prima di aggiungerli alla crema, e l’inositolo che ho sciolto in un goccino di idrolato di sandalo.
Il ph è venuto 5.0 e così l’ho lasciato.
Recensione d’uso:
La crema è molto bella e liscia, quasi traslucida appena prelevata dal vasetto ma senza dare l’impressione di essere troppo unta, e infatti poi spalmandola non lo è affatto, non sento “collosità” (ma questo credo sia particolarmente soggettivo), è anzi setosa e morbida, consistenza perfetta da vasetto, fa una decina di secondi di scia bianca alla seconda spalmata che però sparisce subito, le mani restano morbide, vellutate, profumate ed asciutte. L’ideale è dunque usarla come crema da giorno (ancora meglio se si alterna con una crema mani notte un po’ più grassa ed emolliente).
Le mie cavie (biancospino e famiglia) ed io facciamo molto lavoro manuale all’aperto e specialmente d’inverno le mani diventano un disastro, spesso a causa di fissurazioni da freddo, ma credo soprattutto grazie all’urea con questa crema abbiano finalmente trovato una valida soluzione al problema.
Annotazioni “tecniche”
La cascata sicuramente sarà lungi dall’essere perfetta. In ogni caso l’ho volutamente “sbilanciata” mettendo molti burri + un po’ di cera per privilegiare l’effetto “mani subito asciutte”, che in una crema mani è per me prioritario.
La fase C arriva al 25%, quindi siamo proprio ai limiti, ma non c’è alcun cenno (che io sia capace di cogliere, perlomeno) di separazione neanche tra gli “esemplari” che hanno più mesi di età. In ogni caso sicuramente molti ingredienti danno una mano al sesquistearato a mantenere tutto bello stabile (lecitina che ho usato come attivo ma anche come co-emulsionante qualcosa fa, la “lanolina vegetale”, cetilico, stearico e i burri stessi).
Sempre grazie ai coemulsionanti gli attivi smollanti non danno problemi alla crema che anzi altrimenti forse sarebbe troppo “marmorea”, invece così mi sembra al punto giusto.
Questione urea: la crema più vecchia che ho fatto (come accennavo nel topic dell’urea) seguendo questa ricetta ha ancora 4 mesi compiuti, quindi non tantissimo, ma sta ancora a ph 5.0 spaccato, quindi per il momento il sistema di stabilizzazione funge bene (e comunque per andare sul sicuro ho aumentato di un pochino il trietilcitrato rispetto alle dosi che ho visto usare di solito).
L’ allantoina è poca per evitare l’effetto sabbia, ma l’ho messa comunque perché per me fa molta differenza tra metterla e non metterla.
Per la profumazione l’ho già scritto sopra che mi piace molto, vorrei solo aggiungere che il “flavour uovo marcio” derivante dall’uso di acqua termale (quando ce l’ho in casa la ficco un po’ da tutte le parti..) sparisce senza problemi e senza dover inondare la crema di O.E. Però non ho mai provato altre marche di acque termali, perciò non so dire se lo stesso vale in tutti i casi.
Foto:


Mi scuso per le foto che non sono un gran che, o vengono mosse o il flash mi spara così tanto che la crema sembra uno specchio per quanto appare lucida. Cercherò di migliorare al più presto la mia (in)abilità nel fotografare primi piani.

Insomma, io ne sono soddisfatta, ma vorrei conoscere i vostri pareri e le vostre critiche al riguardo. Scusate il papiro e grazie a tutti!
