
Finalmente, dopo qualche insuccesso, io e anto siamo riusciti a fare un sapone “palmettoso”, ovvero con la superficie decorata con “palme” colorate.
Ricetta (per 800 g di grassi):
strutto: 256 g (32%)
olio di cocco: 160 g (20%)
olio di palma raffinato: 160 g (20%)
olio d’oliva: 120 g (15%)
olio di ricino: 40 g (5%)
burro di cacao: 24 g (3%)
burro di macadamia: 24 g (3%)
burro di mango: 16 g (2%)
acqua (35% dei grassi): 280 g
soda: 109,2 g (sconto 7,5%)
tussah silk (0,1% dei grassi): 0,8 g (tagliata a piccoli pezzetti, messa nella soluzione di soda calda e mescolato fino alla dissoluzione)
turpinal: 1 cucchiaino
profumazione: o.e. di lavanda, rosmarino e lime
colori: nell’ordine orange (GF), sunshine (GF) + poco green (“non bleed” di Sensory Perfection) per ottenere un verde olivastro, biossido di titanio (per il bianco), mica peachblow (Gisellamanske)
Abbiamo unito grassi e soda a circa 40°C, frullato fino ad un nastro leggero, profumato, diviso la pasta di sapone in 4 parti uguali e colorata ognuno con i colori qui sopra descritti.
Ecco la pasta di sapone già divisa e colorata:

Lo stampo è stato diviso in 4 parti uguali utilizzando delle sponde in legno con 3 scanalature che mi sono fatta fare da mio fratello (quelle originali hanno 5 scanalature e permettono di dividere lo stampo in 6, 3 o 2 parti uguali, ma non in 4).
Ecco il sapone versato nello stampo e poi dopo aver tolto i divisori:


A questo punto abbiamo fatto lo swirl con una bacchetta di legno, affondando in tutta la massa di sapone, prima a 90° rispetto ai colori, poi a 90° rispetto al primo swirl e facendo 4 passaggi, creando le palme.
Ecco il risultato (lo stampo è ruotato di 180° rispetto alle foto precedenti):

Sopra abbiamo spruzzato alcool etilico per prevenire la formazione della soap ash, essendo il sapone piuttosto liquido.
Eccolo sformato:

Il sapone è poi stato tagliato in verticale in 4 blocchi larghi 5 cm l’uno:

ognuno dei quali poi è stato tagliato in orizzontale in 2 parti:

In questo sapone mi è successa una cosa mai accaduta prima: è stato messo sotto la coperta verso le 22.30. Il mattino dopo, ore 6.30, era freddo ma l’ho lasciato ancora sotto la coperta pensando di sformarlo nel pomeriggio… beh, alle 17.30 era caldo! L’ho quindi lasciato ancora sotto la coperta fino alla sera e già verso le 21 era freddo.