Ricetta per 1 kg di grassi:
Olio di oliva: 500 g (50%)
Olio di cocco: 200 g (20%)
Olio di palma raffinato: 150 g (15%)
Strutto: 100 g (10%)
Olio di ricino: 30 g (3%)
Burro di karitè: 20 g (2%)
acqua (30% dei grassi): 300 g
soda: 138,88 g (sconto 5%)
1° SAPONE “SALVIAMO IL SALVABILE”
Aggiunti al nastro (oddio, nastro… diciamo aggiunte prima di versarlo):
- coloranti vari
- o.e. lavanda e o.e. di bergamotto
- herbalox qualche goccia
Ho frullato davvero poco e la massa di sapone era molto liquida.
L’intenzione era di fare una cosa completamente diversa, ovvero volevo farlo bicolor con un inserto colorato, ma il setto non era a tenuta quindi, dopo aver versato una prima parte che si è distribuita in tutto lo stampo, ho cercato di rimediare (da qui il nome “salviamo il salvabile”) suddividendo la restante parte, colorandola variamente e versandola nella prima.
Dato che aveva un aspetto strano, come se non si fosse ben emulsionato, ho pensato di metterlo in forno a 70-80°C per 45-60 minuti.
Ecco come è venuto:

Non è brutto, ma nemmeno bellissimo (del resto, non mi aspettavo niente di meglio).
Scommetto che se volessi rifare di proposito l’effetto marmorizzato non ci riuscirei (Murphy docet!!).
2° SAPONE CON SWIRL (n.3) (NELLO STAMPO DI GISELLAMANSKE)
Aggiunti al quasi nastro:
- o.e. salvia, o.e. rosmarino e o.e. petitgrain
Stampo rettangolare di Gisellamanske, delimitato da un setto in modo da utilizzare una zona di 24x20 cm, e 6 becker da 250 ml contenenti un po' dei seguenti colori:
- violet (Gracefruit)
- sunshine (Gracefruit)
- forest green (Gracefruit)
- pink (Sensory Perfection)
- cranberry (Sensory Perfection)
- orange (Sensory Perfection)
Ho delimitato lo stampo da un setto (non volevo usarlo tutto), mettendo sul fondo della pellicola che va a finire esattamente sotto il bordo (che è rimovibile); ho anche messo dello scotch (la parte in verde) alla base esterna del setto perché avevo paura che un po’ di pasta di sapone potesse fuoriuscire. Eccolo pronto:

Ho miscelato le due fasi a circa 40-45°C; frullato un po’ (di più del sapone marmorizzato, ma senza arrivare ad un nastro vero e proprio), aggiunti gli o.e., prelevato un po’ di pasta di sapone da aggiungere ai vari becker coi colori, versato nello stampo la restante pasta non colorata e poi versato i vari colori da una certa altezza (20-30 cm), in modo che penetrassero. Ecco qui il risultato al termine della aggiunte:

Col solito bastoncino di legno ho fatto lo swirl prima seguendo una diagonale e poi l’altra:

Infine fatti dei ghirigori in tondo e messi i divisori dello stampo:

Dopo 24 ore ho tolto i divisori e il bordo dello stampo ed ecco il risultato:

I colori erano piuttosto smorti perché si è formata quella che si chiama “soap ash”, quindi il giorno dopo ho preso le saponette e le ho lavate sotto l’acqua: la patina si è rimossa e i colori sono diventati decisamente più brillanti. Confrontate questa foto con la precedente:

L’unico inconveniente è che, lavandola, nella saponetta in alto a destra sono comparsi dei buchetti.
Ecco le saponette:

