
Allora, posto qua le due versioni con recensione d’uso, sperando che a qualcuno vengano spunti per migliorarle..

Entrambe erano state pensate principalmente in funzione antimicotica, ma poi mi è venuta la curiosità di provarle per il viso e ne sono rimasta contenta per la mia pellaccia unta e con brufoletti.
Quella che preferisco è la prima, anche se fatta un po’ alla cieca per la scelta dei grassi perché mai avrei pensato ne sarebbe saltato fuori qualcosa di valido.. spalmata su grandi superfici si sente un po’ il passaggio di fase e fa molta scia bianca, ma spalmata sul viso questi problemi non sono insormontabili. All’inizio temevo si sarebbe separata e cercavo di affrettarmi a finirla e invece dopo un mese e mezzo ancora nessun segno evidente di separazione. Adesso invece la sto centellinando perché la dovrei rifare ma sono un po’ pigra..
Versione 1 (olio in acqua con montanov)
FASE A
Acqua termale a 100
Glicerolo 4
Gomma xanthane grado trasparente 0,4
Lecitina granulare 2
FASE B
Coco-caprylate 1
Cera jojoba 1
Olio kukui 1,5
Olio calophylla inophyla 2,5
Olio alloro 1,5
Olio neem 3
Oleic/linoleic/linolenic polyglycerides (sostituto vegetale della lanolina AZ) 2
Cera d’api 1,5
Ossido di zinco 5
Acido salicilico 2
Zolfo (fiori) 1
Cetearyl glucoside e alcool cetilstearilico (montanov 68) 5
FASE C
Olio perilla 1,5
Bisabololo 0,5
Tocoferolo 0,5
Calendula estratto CO2 0,2
Cosgard 0,6
O.E. lavandino, Palmarosa, tea-tree
Le polveri sono state stemperate accuratamente con gli olii non termolabili prima di emulsionare, il “profumo” lo detesto perché detesto soprattutto il tea tree ma ho voluto immolarmi in nome della causa antimicotica che era il “movente” iniziale della crema, il ph veniva tra 5.5 e 6.0 e così l’ho lasciato (e così è rimasto, per ora).
La sto usando sul viso con una certa continuità da un paio di settimane e devo dire che alla mia pelle sembra far bene, resta molto vellutata e i miei consueti brufoletti sono molto meno esuberanti del solito, la produzione di unto è notevolmente diminuita (nonostante sti oliacci pesanti!) e per miei standard sono veramente contenta. L’unico neo è l’odore di “petardo” che salta sempre un po’ fuori dopo alcuni minuti dall’assorbimento, ma mi ci sono quasi affezionata visto quanto si è rivelata benefica per me questa preparazione.
Versione 2 (a/o a freddo con ewocream)
FASE A
Dicaprylyl carbonate 3,5
Coco caprylate 6
Burro karité 1,5
Olio calophylla inophyla 1
Olio neem 2
Olio alloro 0,5
Olio perilla 1
Olio kukui 1
Cera jojoba 1
Bisabololo 0,5
Tocoferolo 0,5
Oleic/linoleic/linolenic polyglycerides (sostituto vegetale della lanolina AZ) 1
Cera d’api 0,7 (sciolta a parte con gli oli non termolabili)
Ossido di zinco 5
Acido salicilico 2
zolfo colloidale 1
Polyglyceryl- 3 sorbityl linseedate (ewocream) 5
FASE B
Idrolato di achillea a 100
Glicerina 2,5
Magnesio solfato eptaidrato 0,5
Cosgard 0,6
FASE C
Soluzione sodio jaluronato (all’1%) 3
Estratto calendula CO2
O.E. alloro, Palmarosa, tea tree (pochissimo di quest’ultimo)
EDIT: foto versione 2 da appena fatta

Al contrario di quanto temevo non si è ancora separata, anzi, per ora si è rassodata. La consistenza spremendola dal tubetto (e l’odore di sottofondo dato dall’ewocream) ricorda la vinavil, ma non incolla

Questa versione sulla carta (almeno per quello che mi sembra di ricordare) dovrebbe far rendere meglio soprattutto acido salicilico e ossido di zinco ed in più è molto più piacevole da spalmare, si sente meno il passaggio di fase, scia bianca praticamente non pervenuta, assorbimento immediato e odore di zolfo un po' meno forte e persistente EPPURE almeno su di me non la trovo efficace quanto la prima con cui la pelle, non c’è niente da fare, resta molto più bella. Possibile che sia lo zolfo che rende meglio nelle o/a? O è la mia pelle che fa la difficile?
Una volta terminata la versione 1 cercherò di dare una seconda chance alla seconda versione applicandola con più costanza, lo prometto. Se dovessi cambiare idea lo scriverò..
Scusate il papiro, temo di essere una chiacchierona
