Ciao ragazze!
Ho letto tutto e mi sono fatta un riassuntino che metterò insieme ai miei appunti, credo sia abbastanza esaustivo quindi mi piacerebbe condividerlo con voi e altri utenti, giusto per fare una panoramica (ché se io non ho le cose scritte semplici non le capisco.............

)
oltretutto la lecitina mi è sempre piaciuta come ingrediente, ma lo cestinai dopo che due mie cremine letteralmente FIORIRONO pur restando in frigorifero!!
Ora l'ho ricomprato per usarlo come grasso nelle creme, dato che sapevo che penetrasse bene e mi sto districando nelle informazioni anche se qualcosa ancora non mi è chiaro.
Ho letto su qualche post che la lecitina si può mettere al 3% un po’ in tutte le creme per stabilizzare la fase grassa, ma allora va contata come grasso nella cascata? E in qualità di che tipo di grasso?
E in generale (ora vado un po’ OT ma devo assolutamente chiederlo prima di fare danni!!), quando diciamo “il 3% di questo ingrediente” senza ulteriori indicazioni, intendiamo il 3% del peso totale degli ingredienti o il 3% della fase in cui lo discioglieremo?? Perché le dosi che ne metterò cambieranno di brutto e sono sicura che farò la scelta sbagliata… ho trovato frasi che mi portano a pensare in un modo e altre nell’altro.
Ciò detto questo è il riassunto, correggetemi se c'è qualche orrore di concetto!!
La lecitina è una miscela di sostanze, derivanti dal mondo naturale, con alto contenuto in fosfolipidi, che sono i principali costituenti del “doppio strato fosfolipidico” delle nostre membrane cellulari. Insomma ciò ci aiuta a pensare che sia un prodotto molto affine alla nostra pelle.
Dato che è da una parte fosforica e dall’altra è grassa, riesce a mettere d’accordo grassi e acqua ed ha quindi un discreto potere emulsionante, oltre che essere un attivo cosmetico.
La lecitina si ottiene dalla soia. Quella “grezza” è piuttosto sgradevole per praticamente qualsiasi utilizzo, e non viene commercializzata tal quale. Può subire due processi:
- Diluizione in olio di soia o altri: diventa un fluido viscoso e denso, dal colore ambrato, detto lecitina liquida. La lecitina liquida contiene circa il 30% di fosfolipidi ed ha HLB = 4-5 (ottimo per le emulsioni ACQUA in OLIO, da sciogliere in fase B e usare al 1-5% della fase grassa, ma da trattare con cautela quando si mescola, dato che l’uso troppo intenso del minipimer può far venire male l’emulsione A/O).
Questo semilavorato si può ottenere anche in casa a partire dalla lecitina granulare, sciogliendola a bagnomaria in un olio vegetale resistente all'irrancidimento (circa 60 g di lecitina in 40 g di olio).
- Lecitina disoleata. In questa versione si elimina gran parte dell’olio ed alcune sostanze, ma aumenta, in proporzione, la percentuale di fosfolipidi fino a circa il 70% del peso totale. L’olio viene eliminato utilizzando uno o più solventi polari, che separino i trigliceridi, apolari, dai fosfolipidi, polari da una parte della molecola. Questo processo può far alzare la percentuale di fosfatidilcolina, che è il fosfolipide più rappresentato della lecitina, da un 25% medio fino al 35%. Si presenta in granuli o polvere ed è la tipica lecitina granulare del supermercato: ha diversi sinonimi (tra cui “fosfatidilcolina 30%”) e purtroppo la composizione precisa varia da produttore a produttore, controlliamo sempre. HLB = 7, quindi è indicata nelle emulsioni OLIO in ACQUA al 25-30% della fase grassa. Si scioglie in acqua calda o, con più difficoltà, in olio (ci sono diversi modi).
- La lisolecitina. Questa si ottiene in laboratorio, grazie ad un enzima che distacca un radicale di acido grasso dal fosfolipide (rendendolo più idrofilico suppongo): pertanto essendo più affine all’acqua, il suo HLB sale fino a 9, il che la rende un emulsionante ancora migliore per le emulsioni OLIO in ACQUA. La lisolecitina quindi è la più indicata per fare una crema o/a.
La lecitina è stata un po’ scavalcata da altri prodotti cosmetici anche di sintesi, perché non è molto pratica da utilizzare, e perché i prodotti appositi sono molto più potenti. La lecitina infatti:
- dà creme giallognole, appiccicose, che puzzano e che non durano nemmeno molto rispetto alle altre formule, ma su questo alla fine ciascuno ha la propria esperienza, a chi piace e a chi no.
- La lecitina ha un colore ed odore possibilmente sgradevoli, soprattutto quando usata a percentuali da emulsionante, se usata in percentuali minori può non sentirsi né vedersi.
- Ha un potere emulsionante che lascia un po’ a desiderare, quindi se la usiamo come unico emulsionante ci conviene correre ai ripari gelificando bene la fase A per aiutare la tenuta dell’emulsione.
- Qualcuno sostiene però che la crema ottenuta con lecitina sia già un po’ collosa di per sé, quindi attenzione anche al gelificante che usiamo che può aumentare o diminuire questa sensazione.
- La lecitina, se messa in quantità adeguata, gelifica, ma ovviamente solo in fase acquosa (l’olio mica gelifica). Otteniamo un gel budinoso, che darà alla crema la stessa consistenza.
- La lecitina, in certe condizioni, può favorire la formazione di nitrosammine. Non è detto ma c’è il rischio, che si può superare evitando ph sotto 4,5, ed utilizzando contenitori inerti (vetro, polietilene), non metallici.
- Sciogliere la lecitina è un’impresa (concordo: nel microonde non mi si scioglieva pur essendo anfifilica quindi polare!), quindi si mette in acqua bollente per qualche minuto, possibilmente tritata, la lisolecitina invece si mette in fase b perché è una molecola diversa, più polare quindi si tratta come un tipico emulsionante da O/A. Si può anche mettere nel gel di xantana per un po’, aspettare che i granuli si idratino e diventino gonfi e traslucidi, e poi tritare un minuto col minipimer.
- La cosa più pratica sarebbe evitare i formulati in granuli e in polvere e prendere le forme liquide.
Utilizzi:
- La lecitina ha un colore poco attraente e odore un po’ pesante e magari fastidioso se si usa all’8% (come unico emulsionante);
- quando usata come coemulsionante (fino al 3- 4%: comune nei gel, dove si usano pochi grassi, o nel balsamo come attivo al 2-3%) praticamente non si vede e non si sente.
- Si può anche usare in dosi minime (1-2%) nella fase C per favorire la mistura e la distribuzione nella crema degli attivi termolabili, che spesso sono sia idrofili che lipofili e non si distribuiscono bene nella crema.
- Come attivo nei prodotti per capelli, per alcuni ha un buon effetto sul capello, per altri si appiccica ai capelli e resta a lungo come residuo, oltretutto fa accelerare l’irrancidimento e la formazione di gas nel prodotto che creiamo, nonostante usiamo i conservanti.
- Per i capelli si può usare, se non come attivo ad alte quantità, a quantità da emulsionante, per maschere e impacchi, per avere un prodotto omogeneo.
- Possibile emulsionante anche per impacchi per il viso.
Penetrando bene nella pelle, si può pensare che la lecitina trascini con sé gli altri attivi, ma in realtà può succedere solo se essi sono CHIMICAMENTE LEGATI alla lecitina: nelle creme gli ingredienti non vanno a legarsi tra di loro, quindi non c’è l’effetto trainante.
La lecitina può essere invece “trainante” se ci sono liposomi con parete fatta di lecitina, oppure nanosomi. Secondo alcuni studi le molecole di fosfatidilcolina formano spontaneamente una certa quantità di liposomi.
Ciaooo