Mi aggancio qui in quanto, strano a dirsi, non ho trovato il topic dell'alcool cetilico
In particolare, sarei curiosa di capire qual è la sua funzione negli
shampoo commerciali (funge da addensante?) e quale dovrebbe essere il modus operandi per inserirlo, in un contesto in cui mancano completamente gli oli: andrebbe scaldato fino a scioglimento insieme al tensioattivo e poi unito all'acqua calda?

... o sciolto in acqua e poi unito ai tensidi?
Lola ha scritto: lo stesso cetilico, fatto bollire e frullato in acqua, senza grassi, dava una specie di sospensione gelatinosa che inglobava l'acqua (e non un'emulsione lattea e liquida).
So che la cosa più semplice da fare è provare, e prometto che lo farò, come avrò un po' di tempo in più da dedicare alle sperimentazioni

, ma avere qualche dritta può aiutarmi ad ottimizzare le mie prove
Glamour cosmetics ha scritto:L'Alcool Cetilico puro può essere inserito in emulsioni per la skincare, sia o/a che a/o, in prodotti anidri, in stick e in balsami e prodotti per i capelli per aumentarne la viscosità.
Sbaglio a considerare anche lo shampoo tra i prodotti per capelli menzionati in scheda tecnica?... sto percorrendo diverse strade per ottenere uno shampoo in pasta: questa potrebbe essere una di quelle?
Paracelso ha scritto:Possono stabilizzare l'emulsione come fattori reologici ( vale anche per xantana e gellanti idro vari ) ma non si pongono sulla superfice di interfaccia acqua-olio.
Sushi ha scritto:Chiariamo prima il discorso cetilico/cetearilico: non sono co-emulsionanti né emulsionanti. E non sono nemmeno addensanti della fase lipo perché in realtà addensano la fase acquosa. Sono liposolubili ma durante l'emulsionamento (e grazie all'emulsionante) migrano dalla fase interna verso quella esterna (acquosa). Raffreddandosi formano una rete cristallina solida che aumenta la viscosità ma anche la stabilità dell'emulsione.