Dando per scontato che sappiate già quali sono le regole di sicurezza da rispettare quando si fa il sapone (se non lo sapete guardate qui) vi dirò che nel whipped soap ci sono più burri che olii, quindi è un po’ più caro del sapone normale, ma a mio avviso i vantaggi sono notevoli: dura di più, non sbava, non si spappola, ha una schiuma più ricca e non secca la pelle, inoltre è più facile da realizzare ed ha un aspetto e una consistenza decisamente gradevoli. La lavorazione è completamente a freddo, quindi non sono necessari termometri e non c’è neanche bisogno di fare attenzione alla formazione del “nastro”. Inoltre si ha a disposizione parecchio tempo (circa una mezz’ora) prima che l’impasto diventi troppo denso per poter essere lavorato, quindi si può far tutto con calma, dividere l’impasto e colorarlo in modi diversi e dargli forme fantasiose.
Per chi volesse approfondire, questo è il sito (in inglese) dove se ne parla diffusamente: http://nizzymoulds.com/Whipped/index.htm
Queste le dosi che ho utilizzato:
Burro di karitè 100 g
Burro di cacao 100 g
Olio di cocco 75 g
Olio di palma raffinato 125 g
Olio di vinaccioli 100 g
Acqua 150 g
Soda caustica 66 g
Colorante e profumazione a piacere
Oleoresina di rosmarino 0.5 ml
e questo è il procedimento:
Ho preparato la soluzione di acqua e soda caustica e l’ho lasciata raffreddare a temperatura ambiente.
I grassi vanno montati più o meno come dice Trilly nella sua famosa ricetta dei Burri corpo montati, perciò ho fatto sciogliere i grassi in una pentola direttamente sul fuoco, li ho lasciati raffreddare a temperatura ambiente e poi li ho messi nel congelatore (se nel congerlatore non c'è altro potete metterci i grassi senza farli raffreddare prima).
Attenzione: il processo di raffreddamento dei grassi nel congelatore, è molto rapido, bisogna controllare spesso e tirarli fuori appena si forma uno strato più denso tutto intorno al bordo.

A questo punto li ho montati con uno sbattitore a frusta per un paio di minuti, fino ad ottenere una crema non eccessivamente densa.


Li ho messi nel frigo (non nel congelatore, stavolta) per cinque minuti, poi li ho ripresi e battuti ancora con la frusta fino ad ottenere una densità più consistente (un altro minuto circa).
Ho unito la soluzione di soda ai grassi e battuto ancora un po’ con la frusta fino ad amalgamare perfettamente e ad ottenere la consistenza di una crema densa (attenzione agli schizzi, mi raccomando!).
Ho aggiunto colorante (due cucchiaini di rosso e uno di ultramarino blu, ma mi sa che non è stata una scelta felice), profumazione (50 gocce di fragranza alla violetta ma forse ce ne volevano il doppio) e l’oleoresina di rosmarino.


Un altro rapido colpo di frusta a bassa velocità (bisogna evitare che si rapprenda eccessivamente) fino ad amalgamare di nuovo il tutto e a recuperare la cremosità che aveva prima di aggiungere la soluzione di soda.
A questo punto ho versato il composto negli stampi di silicone, l’ho modellato a mio piacimento



e l’ho lasciato riposare per 48 ore (non c’è bisogno di coprirlo perché non deve mantenere il calore), dopodiché l’ho sformato ed ecco qui:

Il colore non è proprio quello che volevo: cercavo di ottenere un lilla, quindi ho mescolato colorante rosso e ultramarino blu, ma il risultato è stato un rosa spento. Forma e consistenza invece mi piacciono molto.
Pata si raccomanda di evitare le bollicine, che rendono il sapone meno bello, quindi consiglia di dare una mescolatina all’impasto anche dopo averlo messo negli stampi. Inoltre suggerisce di consumarlo non prima di tre settimane, ma per essere certi che dia il meglio di se bisogna aspettare almeno due mesi.

Un ringraziamento particolare a Pata per tutti i suoi preziosi consigli e un Buon Natale a tutti!