Inizialmente l’avevo fatta per tutt’altro (e quindi aveva delle caratteristiche che per il viso non erano proprio ottimali..) ma mi era venuta la curiosità di provarla sui brufoletti e la reazione iniziale era stata molto incoraggiante.. dopo varie prove (vedi post crema solfosalicilica qui ) sul tipo di emulsione più adatto sono giunta alla conclusione che almeno sulla mia pelle rende molto meglio la versione o/a, che lascia la pelle veramente liscissima e vellutata. Ho il sospetto (ma non la certezza!) che sia lo zolfo che si trova meglio nelle o/a, se qualcuno mi sa spiegare i perché e percome gliene sarei grata

Nonostante il quantitativo di polveri l’emulsione non ne soffre (e l’ho pure stressicchiata un po’ per vedere se reggeva), anche se credo a questo proposito di dover ringraziare il Montanov68, emulsionante a cui affido (appioppo?) mission impossible ad alta probabilità di separazione.. finora non mi ha mai tradita!
Ormai uso questa crema con costanza e crescente soddisfazione da più di una decina di giorni.
FASE A
Acqua a 100
Glicerolo 3,5
xantana grado trasparente 0,4
lecitina granulare 2
FASE B
Dicaprylyl carbonate 0,5
Coco caprylate 0,5
Cera jojoba 1
Burro di shorea 2
Olio di neem 2,5
Olio calophylla inophyla 2
Olio alloro 1
Ossido di zinco 5
Acido salicilico 2
Zolfo (fiori) 1
Alcool cetilstearilico e cetearyl glucoside (montanov 68) 5
FASE C
Olio di perilla 1
Olio di kukui 1
Bisabololo 0,5
Tocoferolo 0,5
Estratto CO2 calendula 0,2
Cosgard 0,6
O.E. salvia sclarea, palmarosa, alloro, tea tree (pochino pochino di quest’ultimo)
La cascata è incentrata per lo più su oli piuttosto pesanti che ho avuto modo di constatare essere piuttosto benefici per la mia pelle a differenza di quelli troppo leggeri che invece mi danno un sacco di effetto rebound..
Procedimento: gel preparato con un giorno di anticipo e lavorato a dovere per limitare la bavosità, polveri stemperate bene negli oli prima di fare l’emulsione a caldo. Estratto di calendula sciolto negli oli termolabili + bisabololo e tocoferolo prima di aggiungere il tutto alla crema (nella fase C) che altrimenti è rognosetto da incorporare..
Il ph è venuto 5.5 e l’ho lasciato così.
Il colore l’ho lasciato come era per evitare effetti pulp vista la base bianca dell’ossido di zinco e la colorazione ocra chiaro data dalla calendula: l’effetto aggiungendo colorante temo non sarebbe stato molto raffinato (stile cerone carnevale..)
La consistenza è venuta fluida, carina, forse pare più leggera degli oli che ha, fa poca scia bianca e non si sente passaggio di fase (problemi che avevo invece riscontrato nel precedente esperimento), si assorbe subito ma soprattutto pelle liscia e opacizzata (perlomeno per i miei standard!), brufolini sfiammati e ridotti, anche se non completamente debellati, ma se non altro più facilmente camuffabili quelle rare volte che mi trucco (sono meno in rilievo e più piccolini del solito, merito del salicilico?). L’incarnato già dopo una settimana di uso è migliorato nel complesso: grana della pelle più fine, buon effetto sui punti neri e produzione di sebo ridotta, incluso al risveglio (in genere mi sveglio con la pelle untissima, soprattutto ai lati del naso, anche se la sera prima non ho messo niente di niente). Insomma non grido al miracolo perché qualche imperfezione c’è sempre, ma mi pare ci siano anche miglioramenti apprezzabili, son contenta.
Veniamo agli aspetti meno piacevoli: non è una crema “di piacere” questa! Non è setosa mentre si spalma, non è particolarmente bella da vedere, non ha un profumo paradisiaco –e lo zolfo torna sempre fuori, dinamite è ormai il mio secondo nome

Ultima cosa: la mia temo sia una pellaccia, se qualcuno la prova magari faccia i suoi test con cautela che non vorrei che per alcuni zolfo più salicilico si rivelassero troppo aggressivi per il viso.. (lo so è un’ovvietà, ma meglio aver paura che buscarne!).
critiche, apprezzamenti, consigli e bacchettate sono i benvenuti!
