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Indice » L'inci, questo sconosciuto » Ingredienti dei cosmetici


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 Oggetto del messaggio: Fitosteroli
 Messaggio Inviato: 05/09/2007, 16:23 
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Iscritto il: 05/10/2006, 16:39
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Località: sulle dolci colline tra Pesaro e Urbino...
Ne ho un po' e non so esattamente come usarli.
Trovo scritto in giro che siano coemulsionanti e addensanti, quindi mi viene da pensare che dovrei usarli al posto del cetilico o sostituirne una parte, ma non so se siano termolabili nè la quantità da usare.
Chi mi aiuta?

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"Quando l'ultimo albero sarà abbattuto,
quando l'ultimo fiume sarà avvelenato,
quando l'ultimo pesce sarà catturato,
allora vi accorgerete che i soldi non si possono mangiare"
(monito degli indiani Cree del Quebec)


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 Messaggio Inviato: 06/09/2007, 19:07 
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Iscritto il: 01/10/2006, 20:12
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Località: Torino
Lillyna zago di là dice che sono utilissimi per la secchezza dei piedi, prova a chiedergli qualche info in più :D


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 Messaggio Inviato: 09/09/2007, 8:37 
 
non so zago che cosa scrisse ma sicuramente avrà le sue buone ragioni. Per quanto ne so i soli fitosteroli, scevri dalla intera quota insaponificabile della quale fanno parte in natura, perdono gran parte della loro efficacia nel trattamento di pelle secca.

Divengono degli ottimi co-emulsionanti lipofili e mediocri fattori di consistenza (hanno la spiacevole perchè spiccata tendenza a far i tanto simpatici picchi nel prelevamento della crema).

Buona domenica.


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 Messaggio Inviato: 09/09/2007, 10:17 
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Iscritto il: 03/10/2006, 8:54
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Anch'io ne ho un po'.
Stai sull'1% max che non sbagli e non aggiungerli a freddo altrimenti rimangono a pallini. Mettili insieme agli oli ed emulsionanti.


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 Messaggio Inviato: 09/09/2007, 18:05 
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Iscritto il: 05/10/2006, 16:39
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Località: sulle dolci colline tra Pesaro e Urbino...
Grazie Anto :D:

Vittorio, traducimi "spiccata tendenza a far i tanto simpatici picchi nel prelevamento della crema"... :oops: non arrivo a capire :oops:

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 Messaggio Inviato: 09/09/2007, 19:20 
 
semplicemente quello che ho scritto: te li metti anche all'1% in una crema bioeco e quando prelevi la crema con le dita ti porti dietro un filamento della suddetta per 2-3 centimetri eppoi un bel ricciolo barocco finale. Però tu prova non vorrei sia stato il frutto della mia profonda idiosincrasia con la xantana.

Buona serata.


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 Messaggio Inviato: 10/09/2007, 7:53 
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Iscritto il: 16/11/2006, 21:55
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:mah: non vorrei ricordare malissimo, ma i fitosteroli non erano i "rollatori" verdi, la versione bio dei siliconi?




Psss, Lilli, la para dei picchi e' taaaanto Vittorio :D: stile "striscia bianca" :D:

:rosa: vic? :D:


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 Messaggio Inviato: 10/09/2007, 15:48 
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Iscritto il: 05/10/2006, 16:39
Messaggi: 679
Località: sulle dolci colline tra Pesaro e Urbino...
Beh, se la crema fa i fili non mi interessa molto :D:
Basta che sia buona per la mia pellaccia, per le rifiniture ci penserò più avanti. Dovendo usare oli leggerissimi, semisintetici e in piccole quantità ho pensato che i fitosteroli ci stessero bene.

Poi quel che scappa scappa... e se non mi piace in viso, ho parecchia superficie su cui riciclarla :D: :D: :D:

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 Messaggio Inviato: 08/05/2008, 18:17 
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Iscritto il: 12/10/2006, 14:37
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lakura ha scritto:
:mah: non vorrei ricordare malissimo, ma i fitosteroli non erano i "rollatori" verdi, la versione bio dei siliconi?


Riporto su perché oggi in piscina un'amica sintetico-dipendente nonché farmacista mi diceva che senza silicone una crema non può avere resa cosmetica soddisfacente e ho controbattuto con quanto sopra. Ma è davvero così?

Intanto ho cercato di capire quali fossero gli olii che ne contenessero maggiormente e ai primi tre posti sono risultati: olio di mais, di sesamo e di germe di grano.
Ma non era il burro di karité quello con la percentuale più alta di insaponificabile e quindi fitosteroli?

Altra domanda: ho sempre letto che il burro di karitè è da preferire al suo stesso olio proprio per quest'alta percentuale, quindi non è sempre meglio -dove possibile- preferire la versione burro a quella olio (penso ad avocado, macadamia e pochi altri)?

:roll:

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 Messaggio Inviato: 08/05/2008, 18:37 
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maestrina moderatrice
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Amarena a me la tua domanda non è chiara.
Ti interessa l'uso dei fitosteroli nella cosmetica industriale o in quella auto-spignattatoria?


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 Messaggio Inviato: 08/05/2008, 18:41 
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Messaggi: 679
Località: sulle dolci colline tra Pesaro e Urbino...
Ohibò Amarena, domande da 100.000 euro le tue :D:
Per quel che ne so, gran parte dell'olio di karitè è costituito proprio da insaponificabili. Quanti fitosteroli ci siano nel suddetto olio, non lo so proprio.
Quello che so è che li ricavano principalmente da olio di palma e da un'umile piantina chiamata Brassica campestris (parente delle rape). E rullano come il silicone, almeno così diceva il buon Biopietro.
A me piacciono, sono fra i pochi attivi che uso per le creme mani, vanno benissimo per pelli strapazzate, irritate e con piccole lesioni. Non costano uno sproposito, vanno a piccole percentuali e soprattutto... trovo che funzionino :)

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 Messaggio Inviato: 08/05/2008, 18:43 
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Laura, in quella auto-spignattatoria: non che mi preoccupi molto dell'effetto rullante ma vorrei sapere se ho sparato troppo a caso con la mia amica :)

Lilli, grazie, non li ho mai usati ma adesso voglio provarli pure io (vado a cercarmi il fornitore) ;)

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Lilli ha scritto:
Per quel che ne so, gran parte dell'olio di karitè è costituito proprio da insaponificabili....

Invece da quel che so io l'olio di karitè si ottiene proprio togliendo il grosso della quota insaponificabile, per questo è un prodotto più "scadente" rispetto al burro.


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amarena ha scritto:
quindi non è sempre meglio -dove possibile- preferire la versione burro a quella olio (penso ad avocado, macadamia e pochi altri)?


Una delle cose che più viene sottovalutata dei burri è la capacità di adattarsi alle temperature data tra l'altro dalla componente cerosa, dagli insaponificabili e tutte le sosanze in più che contengono..

In inverno una crema a base di burri funzionerà all'esterno e a temperature basse come il petrolatum, addensandosi e fungendo da 'barriera' mentre tornerà emolliente fluido in ambiente chiuso con temperature più alte.

Sarà una stupidata ma a me piace 'sta cosa...


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 Messaggio Inviato: 08/05/2008, 19:40 
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Messaggi: 348
anto ha scritto:
Una delle cose che più viene sottovalutata dei burri è la capacità di adattarsi alle temperature data tra l'altro dalla componente cerosa...in inverno una crema a base di burri funzionerà all'esterno e a temperature basse come il petrolatum. Sarà una stupidata ma a me piace 'sta cosa...


Niente affatto una stupidata (specie dopo l'esperienza della formazione di cristalli di ghiaccio sottopelle a -21, ma questa è un'altra storia!) :)

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 Messaggio Inviato: 12/05/2008, 15:02 
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esimio cosmetologo
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Laura ha scritto:
Invece da quel che so io l'olio di karitè si ottiene proprio togliendo il grosso della quota insaponificabile, per questo è un prodotto più "scadente" rispetto al burro.


potrebbe essere ma...

in realtà la differenza tra olio e burro, nella dizione commerciale è il punto di fusione e più tecnicamente la percentuale di trigliceridi con punto di fusione sopra o sotto la temperatura ambiente.
Nel caso di un buon karitè semplificando abbiamo un 30% di StOSt ed un 30% di StOO ... quindi la qualità cosmetica dipende dalla percentuale di solidi , senza contare l'aspetto polimorfico...quindi dal tipo di cristallo che si forma : alfa , beta1 ecc. ecc.
Ora l'indice di saponificazione... non è uguale per tutti trigliceridi, essendo un rapporto molare, più è alto il peso molecolare ( più è lunga la catena di carboni ) più basso è l'indice di saponificazione, quindi applicando lo standard IUPAC le differenze rilevate dovrebbero essere legate alla diversa lunghezza degli acidi grassi costituenti ; per intenderci sono l'acido palmitico e laurico ( più corti ) che alzano il valore di saponificazione degli oli di palma e cocco e non la bassa percentuale di insaponificabili ( che tra l'altro possono essere invece tanti ... )
Poi la percentuale di insaponificabili è variabile in funzione del raccolto e delle lavorazioni... nel karitè può andare da 1 al 19% ( ma le specifiche di qualità nel crudo danno un valore minimo del 6% ) ...
Concludendo posso avere in un olio un valore di saponificazione sostanzialmente diverso per il fatto che sto testando frazioni diverse dello stesso olio... e se l'olio di karitè è fluido, deve trattarsi intuitivamente di una frazione "fluida" del burro crudo; ma la percentuale e composizione di insaponificabili potrebbe essere preservata da tecniche di frazionamento che permettono ad esempio di avere tocoferolo alto dopo il frazionamento. Concludendo per capire di quali e quanti fitosteroli si sta parlando, al di là del valore di saponificazione dovrebbe venir indicata la composizione e percentuale di insaponificabili ....

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 Messaggio Inviato: 25/11/2008, 23:01 
 
In parole più povere quale è la differenza fra olio e burro? :D: e perchè da alcuni frutti non si ricava il burro laddove se ne ricava l'olio o viceversa... (ad es. esiste l'olio di cacao invece del famoso burro?).


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 Messaggio Inviato: 26/11/2008, 9:24 
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Iscritto il: 13/12/2006, 8:58
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eurialo83 ha scritto:
In parole più povere quale è la differenza fra olio e burro? :D: e perchè da alcuni frutti non si ricava il burro laddove se ne ricava l'olio o viceversa... (ad es. esiste l'olio di cacao invece del famoso burro?).


come già detto la differenza è solo il punto di fusione... alcuni oli vegetali sono solidi a temperatura ambiente ed allora li si chiama burri.
Poi lavorando il prodotto si possono estrarre delle frazioni fluide da burri e le chiamano oli e viceversa frazioni solide da oli , cosi' volendo puoi trovare anche l'olio di una pianta che in genere fornisce un burro o viceversa.
A titolo di esempio, la palma , elaesis guinensis , produce un burro , poi lo frazionano ( a volte lo frazionano 2 volte ) e tu ti trovi al supermercato l'olio per fritture ( bifrazionato ).

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 Messaggio Inviato: 23/10/2009, 15:49 
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Ho un problema a formulare con % un po' alte di fitosteroli.

Sia quelli da palma in polvere (steromax?) sia ad esempio insaponificabili con alto contenuto di fitosteroli come quello di Avocado venduto da AZ

Ogni tanto mi capita di ritrovarmi nelle creme 'granelli' non sciolti.

Leggo che "hanno una solubilità estremamente bassa sia in mezzi acquosi che lipidici."

Esistono trucchi formulativi ? oli che ne facilitino la solubilizzazione (se [no linguaggio sms] ho capito male andrebbero bene quelli a catena lunga tipo C18-C24) o altro?

Non vorrei fare creme con un 20% di fase grassa e cerco una 'quadratura del cerchio'


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 Messaggio Inviato: 23/10/2009, 16:07 
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Grande Capa
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Non per niente gli olii vegetali non ne contengono percentuali alte ;)

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